13/12/2009

Misteri: L'autocombustione umana

Le cronache degli ultimi anni sono piene di quello che patologi,esperti,scienziati,periti medico legali, e i vigili del fuoco, sostengono non essere possibile : l'autocmbustione umana.
Il primo caso riconosciuto come “sospetta autocombustione” viene riconosciuto 1725, durante il processo per uxoricidio di Nicole Millet.
Incriminato per l’omicidio della moglie,il marito e locandiere Millet. Fu  prosciolto perchè il suo avvocato riuscì a dimostrare che la vittima non era stata gettata volontariamente nel camino, ma aveva preso spontaneamente fuoco, per perire poi, letteralmente consumata dalle fiamme in pochi minuti, forse colpita dalla vendetta divina.

Si giunse a questa conclusione, esaminando i resti della povera vittima che andavano in contrasto con la teoria dell’accusa, che voleva la donna gettata nel camino.

La donna, o meglio quel che ne restava , giaceva a circa trenta centimetri dal camino, completamente consumata dalle fiamme, intorno a lei circa quaranta centimetri di pavimento erano bruciati, mentre tutto il resto era intatto; nemmeno il mobilio sembravano essere stato danneggiato dalle fiamme.

Nel 1951, Mary Reeser fu trovata carbonizzata nel suo appartamento. Ovvero, del suo corpo furono trovati solo un ammasso di ceneri, un teschio carbonizzato e il piede sinistro intatto.
La spiegazione degli inquirenti fu che la donna si era addormentata con la sigaretta accesa, dopo aver bevuto o assunto dei sonniferi, che la vestaglia che indossava fosse facilmente infiammabile e avesse preso fuoco. Solo il medico legale si meravigliò del fatto che, nonostante le altissime temperature che l’incendio avrebbe dovuto raggiungere per consumare il corpo a quel modo, l’appartamento e l’intero edificio non fossero stati  lesionati.

Ma già nel 1731, e proprio in Italia, senza alcun collegamento apparente con i casi successivi, si era generato un evento che, a ragione, poteva essere ricondotto all’autocombustione.

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02/08/2009

Chi era Dracula?

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Il vero nome,o meglio ilsoprannome, del Principe della Valacchia non era,come erroneamente si pensa,Dracula, adattato dal rumeno,bensì Draculea. Di origine latina, questo soprannome gioca sull'ambiguità del sostantivo DRAC, che significa dragone o diavolo, mentre UL è un articolo determinativo, pari al nostro"il"; EA significa "figlio di", in quanto il soprannome della sua casata gli derivava dal padre.Il padre Vlad II fu chiamato Dracul il cui significato era "Demonio" dato che questi divenne il suo simbolo. Il figlio venne chiamato in romeno Drăculea (che puo significare l'appartenenza, la discendenza dal "Dracul"). In rumeno il termine Dracul poteva essere interpretato anche come Diavolo ma può essere interpretato come storpiatura del nome dragul- cioè caro, prezioso.

Vlad III divenne dunque "Figlio del Diavolo"

Ma qual’è la vera storia del principe Vlad?

la stroria ci dice che Vlad III di Valacchia (Sighişoara, 2 novembre 1431 – dicembre 1476) fu un voivoda valacco. Conosciuto anche come Vlad Ţepeş (pronuncia: /tsepeʃ/) o Vlad l'Impalatore fu, a più riprese, principe di Valacchia: nel 1448, dal 1456 al 1462 ed infine nel 1476.
Dracula aveva diciotto o diciannove anni quando s’impossessò del trono dei suoi avi, la stessa età di Murad II e di Maometto II quando salirono sul trono dei sultani ottomani. A differenza di questi sovrani, però, Vlad vantava un’esperienza più ricca, frutto dei soggiorni trascorsi, a partire dalla nascita, in tre «mondi» diversi: Sighişoara e il mondo dei Sassoni della Transilvania, la Valacchia dove aveva trascorso i suoi anni più belli, quelli del passaggio dell’infanzia all’adolescenza, e infine il mondo ottomano dall’Anatolia e di Adrianopoli, dove aveva vissuto dal 1444.

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24/07/2009

Nostradamus e le sue centurie profetiche

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Era in Italia quando avrebbe incontrato un monaco e si sarebbe inginocchiato davanti a lui, chiamandolo "Sua Santità".
Circa 45 anni dopo, il monaco sarebbe diventato Papa Sisto V.
Nel 1554 si risposò con una ricca vedova, che gli diede sei figli, e l'anno dopo iniziò a pubblicare le sue profezie.
Per le sue divinazioni, Nostradamus usava un metodo antico: di notte, guardava in una ciotola d'acqua posata su un tripode di ottone, finché l'ispirazione non s'impossessava di lui: allora, udiva e vedeva gli eventi futuri.
Sembra che Nostradamus abbia predetto il destino di Napoleone; la rivoluzione americana e la guerra di secessione; l'abdicazione di Eduardo VIII; gli assassini di Abramo Lincoln, John F. Kennedy e Robert Kennedy, il successo, in Iran, dell'ayatollah Khomeini.

pdf con tutte le centurie:  Nostradamus

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14/07/2009

Cosa sono le Lacrime Bataviche?

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Non è noto con esattezza l'origine di queste curiose gocce di vetro che eccitarono grandemente l'interesse dei dotti del XVII secolo. E' molto probabile (ci sono testimonianze a riguardo) che esse siano state la diretta conseguenza delle normali operazioni di lavorazione del vetro da parte di artigiani vetrai germanici della prima metà del XVII secolo, tra i primi in Europa ad istituire officine per il soffiaggio e la lavorazione artigianale del vetro; certamente esse giunsero all'attenzione dei filosofi sperimentali verso la metà del secolo. Il consigliere del Re, nonché medico e magistrato francese, Balthasar de Monconys (1611-1665) riferisce nelle sue relazioni di viaggio del 1656 di aver presenziato ad alcuni esperimenti con tali gocciole, dapprima a Parigi e in seguito a Londra. Lo storico ed economista John Beckmann ipotizza che quelle gocciole parigine provenissero da Stoccolma, portate dall'ambasciatore francese, Chanut, alla corte svedese. Altre testimonianze del medesimo anno le segnalano presenti a Leida e ad Amsterdam. In Inghilterra esse furono conosciute come "Rupert's drops", dal principe Rupert, nipote di Carlo I ed esperto in arti chimiche pratiche, che per primo le portò dal continente, all'incirca verso il 1660. In Italia sembra che esse fossero conosciute in Roma fin dal 1655 - provenienti dalle Fiandre (lettera del Borelli al Principe Leopoldo) - avendo il Cardinale Gio. Carlo speditene alcune, in quell'anno, al Serenissimo Granduca di Toscana Ferdinando II; questi, ne ricevette altre nel 1662, provenienti da Bruxelles ed Amsterdam. Su richiesta del Granduca, il Redi (1626-1698) istituí anche una lunga serie di osservazioni ed esperienze "per rintracciare la cagione di quel mirabile fenomeno".

Descrizione: Si tratta di 13 gocce di vetro temperato terminanti con una sottile ed allungata punta. Esse si ottengono tramite un rapido raffreddamento (ad esempio facendole cadere fuse in acqua fredda). La solidificazione istantanea determina una forte tensione superficiale che mantiene l'equilibrio della massa interna.

Uso: la parte rigonfiata, sferoidale, della goccia resiste anche ai colpi del martello ma si polverizza vistosamente e fragorosamente se assoggettata a minime scalfitture superficiali o quando se ne spezza la punta.

Bibliografia: Targioni Tozzetti [1780], pp. 258-259; Timbs [1860], pp. 98-100; Milani [1867], Vol. II, pp. 112-114 >

 

 

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13/06/2009

Mai sentito parlare dei I Misteri eleusini?

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I Misteri eleusini erano riti religiosi misterici che si celebravano nel santuario di Demetra nell'antica città greca di Eleusi.

I riti eleusini erano antichissimi, si svolgevano già prima dell'invasione ellenica. Quando, nel VII secolo a.C., Eleusi diventò parte dello Stato ateniese, i riti si estesero a tutta la Grecia e alle sue colonie. Ebbero larga diffusione anche a Roma e perfino Cicerone e l'imperaore Galleno vi presero parte.
Il rito era diviso in due parti: la prima (piccoli misteri) era una specie di purificazione che si svolgeva in primavera, la seconda (grandi misteri) era un momento consacratorio e si svolgeva in autunno.
La cerimonia voleva rappresentare il riposo e il risveglio perenne della vita delle campagne.
I riti erano in parte dedicati anche alla figlia di Demetra, Persefone, poiché l'alternarsi delle stagioni ricordava l'alternarsi dei periodi che Persefone terscorreva sulla terra e nell'Ade.
La distruzione del tempio di Demetra nel 396 e.v., ad opera dei visigoti di Alarico, sancì la definitiva interruzione delle celebrazioni.

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23/05/2009

Sabato 22 Dicembre 2012, fine del mondo?

tzolkin.gif22 Dicembre 2012 ci sarà, o non ci sarà la fine del mondo?

Ma su quali basi si portano avanti questo tipo di supposizioni ? A dir la verità qui qualche dato reale c'è, e deriva dalla conoscenza scientifica che oggi possediamo del calendario delle popolazioni della civiltà Maya.

Andiamo con ordine: come è possibile verificare (da: wikipedia) tra quelle popolazioni non si usava computare gli anni nel modo in cui noi lo facciamo oggi. Fra l'altro gli 'anni', cioè meglio i cicli annuali erano di due tipi: il ciclo Tzolkin (che durava 260 giorni) e il ciclo Haab (che durava 365 giorni). Ma gli anni poi, non si contavano accumulandoli uno sull'altro.  1,2,3 ecc.  Si utilizzava invece il Lungo computo: una numerazione progressiva dei giorni in un sistema di numerazione posizionale  misto in base 13, 18 e 20 molto complicato.

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I teschi di Cristallo

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Sono una serie di tredici manufatti in quarzo levigato posseduti da privati e musei. Tra i teschi in possesso di musei troviamo un esemplare custodito al British Musem, uno al Musée de l'Homme a Parigi e un terzo allo Smithsonian Institute di Washington, mentre tra quelli appartenenti a collezioni private il più famoso è  quello di Anna Mitchell-Hedges, ma degni di nota sono anche quelli di Jo-Ann Parks, del "detective psichico" Nick Nocerino e dell'aristocratica creola Norma Redo.
Cosa si nota: il teschio è stato scolpito lungo l'asse principale del cristallo. Si tratta di una tecnica estremamente avanzata, che utilizza l'asse di simmetria e che diminuisce notevolmente il rischio di frantumazione del pezzo. Il teschio cambia di colore, sensazioni di caldo e freddo si avvertono toccando il quarzo.

“Mi trovavo a Lubaantun, durante una spedizione organizzata mio padre. Mi ero allontanata dal gruppo quando ad un certo punto da uno scavo mi raggiunse una luce riflessa, molto intensa. Mi avventurai allora a cercare l’oggetto che l’aveva provocata e mi trovai fra le mani un teschio di cristallo di rara bellezza. Fui presa da una grande emozione ma mi precipitai a chiamare mio padre…”

 Sono le parole di Anna Mitchell-Hedges, la collezionista privata più famosa quando si parla di teschi di cristallo.Nell'estate del 1926, l'archeologa Anna Mitchel-Hudges, durante una campagna di scavi, nei pressi di un antico muro della città di Lubaantum (Yucatan), rinvenne uno strano ed inquietante teschio di cristallo. Quando gli indigeni che erano al seguito della spedizione videro il teschio, lo venerarono e affermarono che:" Era il Dio cui si rivolgevano per venire guariti dalle malattie o per chiedere di morire". Il mistero del teschio è arricchito anche da una leggenda che risalirebbe ai maya. Tale leggenda racconta che al mondo esistono 13 teschi di cristallo a grandezza naturale, e quando tutti saranno riscoperti e riuniti, trasmetteranno agli uomini tutta la loro conoscenza. Ma ciò avver- rà soltanto quando gli uomini saranno sufficientemente evoluti ed integri moralmente.

 

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21/05/2009

L'arca dell'alleanza

y1pBgD6Svcu_lrq5b2gvVgw6U10wcfGngfoQzkfJ1zpRvn-S7kXMjyVZ7Jml4LYJC7JL'Arca dell'Alleanza era il recipiente nel quale Israele aveva riposto le Tavole della Torà (della legge), dopo averle ricevute da Dio sul monte del Sinai. Su di loro erano incisi i Dieci Comandamenti. L'Arca fu trasportata per 40 anni di viaggio nel deserto, e accompagnò Israele durante i lunghi anni di conquista della Terra Promessa, fino a venire posta nel Tempio costruito dal Re Salomone. Il simbolismo dell'Arca è quanto mai ricco e vasto, e in questa sede cercheremo di metterne in luce gli aspetti principali.L'Arca dell'Alleanza, come scritto nella Bibbia, era una cassa di legno rivestita d'oro e riccamente decorata, la cui costruzione fu ordinata da Dio a Mosè, e che costituiva il segno visibile della presenza di Dio in mezzo al suo popolo. In essa erano conservate le Tavole della Legge, il bastone di Aronne e un recipiente con la manna, il cibo divino miracolosamente inviato dall'Onnipotente agli ebrei nel deserto, in modo da salvarli dalla morte per fame.Nel secondo libro delle Cronache, capitolo 5 versetto 10, al momento dell'inaugurazione del tempio di Salomone "Nell'arca non c'era altro se non le due tavole di pietra che Mosè vi aveva deposte sull'Oreb, quando il SIGNORE fece il patto con i figli d'Israele, dopo che questi furono usciti dal paese d'Egitto."La sua forma e le sue dimensioni sono descritte nel libro dell'Esodo: « Faranno dunque un'arca di legno di acacia: avrà due cubiti e mezzo di lunghezza, un cubito e mezzo di larghezza, un cubito e mezzo di altezza. La rivestirai d'oro puro: dentro e fuori la rivestirai e le farai intorno un bordo d'oro. Fonderai per essa quattro anelli d'oro e li fisserai ai suoi quattro piedi: due anelli su di un lato e due anelli sull'altro. Farai stanghe di legno di acacia e le rivestirai d'oro. Introdurrai le stanghe negli anelli sui due lati dell'arca per trasportare l'arca con esse. Le stanghe dovranno rimanere negli anelli dell'arca: non verranno tolte di lì. Nell'arca collocherai la Testimonianza che io ti darò.

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10/05/2009

La magia delle candele -1° parte-

http://www.intoscana.it/images/upload/low/1/1184336516375_candela_1.jpgNegli ultimi anni le candele, come mezzo di illuminazione con significato magico-rituale, hanno riconquistato quell'importante ruolo che avevano avuto in passato. Nelle civiltà antiche le candele venivano utilizzate per magnificare e adorare la divinità, fu la religione cristiana a consacrarle definitivamente nella storia. In tale contesto oggi, le candele si vendono sia nelle chiese che nei negozi specializzati'acquirente è sempre più esigente riguardo ai tipi, colori, forme e dimensioni da collocare nei propri altari sia cristiani che pagani. Chi pratica rituali magici, intuisce che il colore della candela, il giorno della settimana,in cui si svolge il rituale e addirittura la disposizione dei singoli elementi che fanno parte della cerimonia, possono influire sui risultati delle invocazioni e sul raggiungimento degli obiettivi.

L'uso delle candele, come abbiamo visto, risale a tempi remoti , a loro vengono associate credenze e superstizioni ;vediamo quali:

http://www.intoscana.it/images/upload/low/1/1184336516375_candela_1.jpgAMORE

-Il vero amore si ottiene accendendo una candela di colore ROSA il giorno di S Valentino

-Per attirare la persona amata bisogna collocare una candela su una fotografia o su un suo disegno: occorre accenderla e farla consumare lasciando che la cera rimanga attaccata al ritratto della persona amata-Per rivedere o incontrare la persona che abbiamo amato bisogna lasciare una candela accesa vicino alla finestra.

-Per riconquistare l'amore perduto occorre collocare sulla fotografia dell'amato( o della coppia che si è separata)una candela ROSSA e una ROSA l'una accanto all'altra. Si dovrà quindi accendere le due candele contemporaneamente e attendere si consumino facendo aderire le fotografie.

-Per sapere se devi compiere il primo passo in una situazione amorosa, usa lo stesso procedimento appena descritto, osservando quale candela si consuma per prima: se la candela ROSA dovrà essere lei a prendere l'iniziativa, se prima quella ROSSA, il primo passo spetta a lui.

-Se due innamorati si giurano eterno amore alla luce di una candela e questa non si spegne prima di essere completamente consumata, l'amore durerà per lungo tempo o per sempre

di: Moonfaire

20/04/2009

Il verbo

Il potere delle parole

http://2.bp.blogspot.com/_hQBoOnsab5E/SJ15SPxmlXI/AAAAAAAAACc/UBmW-lAiY30/s320/l%27anello-di-thot.jpg

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