cretaure mitologiche: L’unicorno

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L’unicorno o liocorno è un animale immaginario dal corpo di cavallo con un singolo corno in mezzo alla fronte. Il nome deriva dal latino unicornis a sua volta dal prefisso uni- e dal sostantivo cornu, “un solo corno“.
Nella simbolica medioevale l’unicorno era descritto come animale piccolo (a rappresentare l’umiltà) ma invincibile. Simile nell’aspetto ad un cavallo bianco, simbolo di nobiltà e purezza, era provvisto di un solo lungo corno in mezzo alla fronte a simboleggiare la penetrazione del divino nella creatura. Unendo la potenza della spada divina alla purezza di un manto immacolato, l’unicorno (o liocorno) rappresenta la Vergine fecondata dallo Spirito Santo. Nel simbolismo cristiano l’animale mitico simboleggia quindi l’Incarnazione del Verbo di Dio che prepara la strada all’avvento del Vero Re.

L’unicorno, che viene sempre rappresentato come un cavallo con un lungo corno, possiede grandi virtù guaritrici e antivenefiche, proprio da quell’unico corno sporgente sulla fronte. La leggenda vuole che il suo carattere indomito e selvaggio venga ammansito solo dalle cure di una fanciulla vergine.
Ha continuato ad esistere nei miti e nella fantasia, e la sua grazia e bellezza sono diventate simbolo di una grazia e bellezza spirituale e di una purezza che appartiene alle sfere superiori. Il corno è un evidente simbolo fallico, ma la sua posizione al centro della fronte ( zona  del “terzo occhio” per la capacità di vedere oltre il tangibile ed il materiale) sublima ogni carica erotica ed ogni fisicità.

Vari Bestiari parlano dell’unicorno e ne danno un’immagine fiabesca, talvolta mostruosa.
Plinio lo descrive con corpo di cavallo, testa di cervo, zampe di elefante e coda di cinghiale.
Ctesia ne parla come di un asino bianco, velocissimo, con testa purpurea, occhi azzurri e corno acuminato di varia colorazione: bianco alla base, rosso in punta e in mezzo nero, con chiaro riferimento alla trasformazione alchemica della materia nelle sue fasi di albedo nigredo e rubedo.
Numerose sono le superstizioni sul suo conto: il suo corno era considerato oggetto oltremodo pregiato e dotato di poteri sovrannaturali, motivo per cui l’unicorno fu spesso cacciato dall’uomo avido di ogni tipo di potere.
Pare che tale corno avesse straordianrie proprietà taumaturgiche e,i grandi del mondo, pare si disputassero queste corna a peso d’oro.

“E’ questo l’animale favoloso,
che non esiste. Non veduto mai,
ne amaron le movenze, il collo, il passo:
fino la luce dello sguardo calmo.
Pure “non era”. Ma perchè lo amarono,
divenne. Intatto. Gli lasciavan sempre
più spazio. E in quello spazio chiaro, etereo:
serbato a lui – levò, leggiero, il capo.
Neppure fu. Non lo nutrir d’avena.
Ma del suo “poter essere”, soltanto.
E questo infuse in lui tale vigore,
che dalla fronte, il niveo corno spinse.
Candido venne a una fanciulla incontro.
E fu – per lei – nel suo specchio d’argento.”

R. M. Rilke:

 

Nella fantasia popolare

Pare che le sue zone d’origine sono i boschi incantati, le radure ricche di sorgenti e cascate con alberi millenari ricoperti di muschio della Persia  o dell’India, nei quali vivrebbe fin dal primo millennio avanti Cristo.
Essendo un animale molto timido e non amando la compagnia umana, per secoli è stato considerato un animale inesistente; invece qualche raro esemplare è stato catturato e portato in Occidente già dai tempi dell’antica Grecia.
Gli unicorni fin da piccoli sono molto forti ed è per questo motivo che, se anche vengono catturati con reti e funi, riescono sempre a fuggire.
Un’altra caratteristica è la loro velocità ,infatti possono galoppare senza stancarsi e sfuggire così a qualsiasi pericolo, anche perchè difficilmente si riesce a star loro dietro.
Non ha nemici nel mondo naturale; l’unico essere pericoloso per l’unicorno è l’uomo, specialmente quello avido.
Gli unicorni non sono molto prolifici, hanno un solo puledro ogni cento anni. Le leggende narrano che un unicorno nasce solamente quando viene al mondo una persona speciale ,e siccome questi individui sono molto rari, ecco come si spiega la rarita’ di questo animale.
I pochi che ancora esistono vengono costatemente cacciati da persone senza scrupoli che vogliono impadronirsi del loro unico corno che, si narra, sia dotato di grandissimi poteri soprannaturali, in grado cioè di annullare qualsiasi veleno.
Un’ultima caratteristica di questo straordinari animale è che nessuno può cavalcarlo, e in questo è molto simile al centauro. Si sa per certo che solamente un’altra creatura magica, L’Uomo Selvatico, riesce a stargli in groppa, ma è uno spirito puro che ama troppo la libertà per volere che qualche altra creatura ne sia privata.
L’unicorno è uno degli animali più rinomati nel mondo magico e ad esso sono legate molte leggende ,saghe e diciture, fra cui quella che per avvicinarlo bisogna chiedere l’aiuto ad una bella fata. Infatti queste si dirigono nei luoghi incantati dove gli animali si rifugiano e da li iniziano a cantare. Dopo poco ecco l’unicorno che si ferma davanti alla fata e piega le zampe davanti a questa creatura meravigliosa porgendogli il muso e facendosi dolcemente accarezzare.

 

cretaure mitologiche: L’unicornoultima modifica: 2009-04-03T20:15:31+02:00da moonfaire
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