Erbe nella wicca e non

Non tutte le erbe sono innocue, esse potrebbero indurre disturbi collaterali ed avere interazioni negative tra loro o con eventuali farmaci assunti.E’ pertanto buona norma evitare l’automedicazione e rivolgersi al fitoterapeuta specialmente per bambini, donne in gravidanza, anziani e in presenza di patologie essenziali

Midsummer_Night__s_Dream_by_Eireen.jpg

LX00CC0T.gif (71268 bytes)

Ciò che viene chiamato comunemente “TISANA” non è altro che un composto di erbe essiccate e spezzettate (taglio tisana).
Le erbe mischiate tra loro sono così pronte per essere utilizzate in decotti o infusi.

DECOTTO, INFUSO e MACERAZIONE rappresentano le forme più semplici di estrazione dei fitocomplessi attivi delle erbe.
Per queste preparazioni necessita solamente l’acqua e sono alla portata di chiunque!
L’assunzione di un preparato naturale aromatico e caldo può risultare molto gradevole, una vera e propria medicina dolce in grado di alleviare vari disturbi  ed effettuare un’efficace azione drenante sull’organismo intero.  

 

  • LX00CC0T.gif (71268 bytes)In generale con il DECOTTO si estraggono i complessi da radici, cortecce, rametti, foglie dure o coriacee ed in tutti quei casi in cui con la bollitura prolungata non vengano deteriorati i principi attivi nella droga.

  • LX00CC0T.gif (71268 bytes)L’INFUSO è utile quando sono da estrarre complessi da fiori, foglie leggere ed in genere da erbe con essenze o con principi attivi termolabili. In alcune droghe come, per es. i capolini di Camomilla, possono contenere vari fitocomplessi ad azione terapica differenziata, pertanto una infusione troppo lunga o una decozione potrebbero estrarre il principio attivo non desiderato e produrre l’effetto contrario a quello voluto.

  • LX00CC0T.gif (71268 bytes)La MACERAZIONE è raccomandata in tutti i casi in cui il principio attivo sia termolabile oppure in cui il tempo necessario alla solubilizzazione in acqua sia molto lungo.

Preparazioni

  • LX00CC0T.gif (71268 bytes)La DECOZIONE: versare x cucchiai di erba o tisana in un recipiente con x acqua fredda; mettere il tutto sul fuoco, portare ad ebollizione, abbassare la fiamma e far bollire piano per x minuti o finché il liquido si sia ridotto alla metà; lasciare raffreddare, poi filtrare.

  • LX00CC0T.gif (71268 bytes)L’INFUSIONE: versare x cucchiai di erba o tisana in una tazza con x acqua bollente; tenere coperto per x minuti, poi filtrare.

  • LX00CC0T.gif (71268 bytes)La MACERAZIONE: versare x cucchiai di erba in x acqua fredda o tiepida; tenere coperto in macerazione per x ore, poi filtrare.

 

Le Erbe

LX00CC0T.gif (71268 bytes)il verbasco (Verbascum thapsus), che trova impiego come rimedio nelle affezioni delle vie respiratorie in quanto tossifugo, antispasmodico ed espettorante, era una pianta associata nel Medioevo alle streghe perché si diceva che con la sua peluria costruissero gli stoppini per le loro candele.
Inoltre il concetto tutto scientifico di tempo balsamico, ossia del periodo dell’anno in cui è massima la concentrazione di principi attivi di interesse in una pianta, ha influenzato decisamente queste credenze: se un’erba esprime il meglio di sé in ore notturne di mesi invernali è facile magari associarla a riunioni segrete di maghi al chiaro di luna.
Scorrendo il repertorio erboristico del periodo, mi voglio soffermare in particolare su un’erba e un’orticola di stagione, usate in gastronomia: la salvia e la zucca, con alcune curiosità suggeritemi da una… strega mia amica.

LX00CC0T.gif (71268 bytes)La Salvia officinalis è utilizzata come spezia in molte ricette. In Erboristeria l’infuso è ottimo per favorire la digestione ma anche per abbassare la febbre o per alleviare gli attacchi di freddo. Una miscela di salvia e miele può essere utile per alleviare il dolore derivante da lesioni della bocca o della gola. È anche utilizzata per allontanare gli insetti dal giardino ma attira le api e grazie a ciò si riesce ad ottenere un miele molto aromatico. Le foglie fresche, se strofinate sui denti, servono a risaltarne il bianco e a pulirli.
Nell’Erbolario questa pianta è associata a Venere, a Giove e all’elemento Aria. È solitamente indicata negli incantesimi per la fertilità, per la longevità, per la protezione, per l’ottenimento del danaro e per la purificazione. Per questi scopi non va mai tagliata con un coltello di metallo.
La leggenda dice che mangiare salvia favorisce la saggezza e rende immortali.
Un amuleto di guarigione può essere costruito mettendo uno spicchio d’aglio, un po’ di eucalipto e cannella, due pizzichi di salvia ed un pizzico di zafferano dentro un piccolo sacchetto blu. La salvia messa nella scatola in cui vengono custoditi i Tarocchi o le Rune aiuterà a purificarli e a proteggerli dalle energie assorbite durante le divinazioni. È possibile purificare la casa bruciandone qualche foglia essiccata in un incensiere e spargendo, di stanza in stanza, il profumo con una penna che verrà utilizzata a mo’ di ventaglio.

Il miele d’arancio placa l’ansia. Potete scioglierne un cucchiaino nella tisana ai cinque fiori, oppure prenderne un cucchiaino prima di ogni pasto.
Anche l’olio essenziale di mandarino è utile per placare l’ansia. È sufficiente inalarne tre gocce diluite in poca acqua calda, per tre o quattro volte al giorno. 

LX00CC0T.gif (71268 bytes)Acacia

Nome: Robinia pseudo-acacia

Famiglia: Papilionace

Nomi comune: cascia, spina foggia, robinia, parasol, acag.

Habitat: Dappertutto sotto i 700 metri.

Parti usate: Si possono utilizzano solo i fiori.

Raccolta: maggio-giugno

Conservazione: si fanno essiccare  all’ombra in strati sottili e si conservano all’asciutto.

Proprietà: antispatico e lassativo

Uso Interno : infuso, tintura o tintura vinosa

 

LX00CC0T.gif (71268 bytes)Alchemilla

Nome: Alchemilla vulgaris

Famiglia: Rosacee

Nomi comune: cottene, Erba rossa, Erba stella, pen de lion.

Habitat: nelle zone montane fino a 2600 metri

Parti usate:  le foglie prive di picciolo
Raccolta: estate
Conservazione: dopo aver fatto essiccare le foglie in un luogo ben areato, conservare in sacchetti di carta.

Proprietà: antidiarroiche, antinfiammatorie, astringenti, cicatrizzanti, stomachiche, sedative.

Uso: Interno decotto.

Esterno: lavaggi, cicatrizzanti e disinfettanti.

Note: altri usi

Per pediluvi: far bollire 100 gr litro e versarli nella tinozza di acqua calda.

Rassodare il seno: far bollire 100 gr litro e applicare sotto forma di impacchi

 

LX00CC0T.gif (71268 bytes)Cipolla

Nome: Allium cepa L.
Raccolta: Una volta estratto il bulbo dal terreno, prima di poterlo utilizzare deve essiccare alla luce solare per quasi una settimana. Proprietà: Diuretico, lassativo, ipoglicemizzante, callifugo, espettorante, antisettico.
Famiglia: Liliacee.
Nomi comuni:  Suilo, ziodda, bavaron, maligie, sciolla, cipudetta, chiep, ombrella. Habitat: Non cresce spontaneamente e necessita di un suolo ben areato e concimato. Parti usate: I bulbi.
Conservazione: I bulbi devono essere conservati al fresco e al buio.
Uso: Decotti e tinture per uso interno. Per suo esterno applicazione diretta del succo per sopire la sensazione di prurito di punture di insetti.
Note: La cipolla, pur avendo un apporto calorico moderato (circa 50 calorie per ettogrammo) è ricca di vitamine (del gruppo C, B1, B2 e A) e di sali minerali (ferro, fosforo e calcio).
LX00CC0T.gif (71268 bytes)Primula officinalis Hill.
Raccolta: Le radici in autunno, i fiori e le foglie tra marzo e maggio.
Proprietà: Le radici: calmante, lassativo, sudorifero, espettorante e diuretico; i fiori: sedativo e sudorifero; le foglie. Emostatico.
Famiglia: Primulacee.
Nomi comuni: Orecchio d’orso giallo, primaverula, conterba siciliana, fior di ciuco.
Habitat: Nei prati del nord-centro Italia fino ai 2000 metri di altezza.
Parti usate: Le radici, le foglie e i fiori.
Conservazione: Le foglie e le radici si devono utilizzare freschi, le radici si fanno essiccare al sole o in forno e si conservano in vasi di vetro.
Uso: Uso interno: decotto ed infuso di tutte le parti della pianta; uso esterno: decotto delle radici contro le contusioni e decotto dei fiori come antireumatico.
Note: Ricetta per la marmellata di primule: staccare 100 grammi di petali, lavati e ben asciugati. Pestarli nel mortaio fino ad ottenere un impasto omogeneo. Far sciogliere 300 gr. di zucchero a fuoco lento ed amalgamare il composto dei fiori. Scaldare per pochi istanti sul fuoco e quindi lasciare intiepidire il tutto. Ripetere più volte quest’ultima operazione mescolando con un cucchiaio di legno, fino a che il composto sarà ben omogeneo. Invasare la confettura ancora a caldo.
 
 LX00CC0T.gif (71268 bytes)Ribes nero
Nome: Ribes nigrum L.
Raccolta: i frutti in estate, le foglie tra aprile e giugno.
Proprietà: Le foglie: antireumatico, diuretico, ipotensivo; i frutti: lassativo e tonico.
Famiglia: Sassifragacee.
Nomi comuni: Cassis, uva ei frati, uva spina nera.
Habitat: Fino ai 1500 metri di altezza in zone ombrose.
Parti usate: I frutti e le foglie.
Conservazione: I frutti si utilizzano freschi, le foglie si fanno essiccare all’ombra.
Uso: Uso interno: infuso e tintura delle foglie; uso esterno: applicazione delle foglie contro le, punture di insetti, infusi delle foglie come anticongestionante.
Note: I Ribes neri sono molto aciduli: raramente si utilizzano al naturale bensì nella preparazione di marmellata e sciroppi.
 LX00CC0T.gif (71268 bytes)Rosa canina
Nome: Rosa canina L.
Raccolta: Le foglie e i semi in estate, i petali prima della fioritura.
Proprietà: i petali: lassativo, astringente, rinfrescante; le foglie: lassativo e rinfrescante; i semi: rilassante e vermifugo.
Famiglia: Rosacee.
Nomi comuni: Rosa delle siepi, Rosa di macchia, caccavelle, spina novella.
Habitat: Nelle siepi fino ai 1500 metri di altezza.
Parti usate: Le foglie, i petali e i semi (acheni).
Conservazione: le foglie si usano fresche, i semi si fanno essiccare al sole e si conservano in vasi d vetro, i petali vanno essiccati all’ombra, distesi in sottili strati.
Uso: uso interno: infuso di tutte le parti della pianta; uso esterno. Infusi delle foglie per applicazioni antiinfiammatorie.
Note: Lasciando in infuso per una giornata in acqua bollente 50 grammi di petali e filtrando il liquido attraverso maglie piccole in vaso di miele, si ottiene il miele rosato. Lasciarlo quindi riposare per qualche ben chiuso in un luogo scuro.
 
 LX00CC0T.gif (71268 bytes)Acetosa
Nome: Rumex Acetosa
Famiglia: Poligonacee
Nomi comune: acetina, agrudulci, arzivula, erba brusca, papaciuco, peton, resegola, sarinella, trumbun, zanzora, zivorra di prà.
Habitat: Prati e rive al disotto dei 2000
metri
Parti usate:  Foglie, fusti, racidi.
Raccolta: foglie e fusti nel periodo estivo , la radice nel periodo autunnale.
Conservazione: Fare essiccare foglie e fusti al buio in un posto areato, tagliare la radice a pezzi e fare essiccare.
Proprietà: diuretica, febbrifuga. Le foglie sono : antiscorbutiche, depurative, digestive, lassative, rinfrescanti, stomachiche, toniche.
Uso: Interno e esterno con infusi e decotti; fare bollire 50 g di Acetosa in 1 l d’acqua, usare per impacchi su zone infiammate. Potare la dose a 100 gr e versare il contenuto nel pediluvio o nella vasca da bagno. Ottimo per chi soffre di eccessiva sudorazione.
Note: ATTENZIONE, è fortemente sconsigliatol’utilizzo a chi soffre di affezioni all’apparato renale ed intestinale.
 LX00CC0T.gif (71268 bytes)Achillea – Achillea millefolium

Habitat: terreni incolti dal piano alla zona montana.

L’Achillea, pianta dall’odore grato e penetrante, è alta fino a cinquanta centimetri e ha delle foglie strette con divisioni sottilissime. In cima allo stelo si notano fiori bianchi con tenui sfumature rosacee. Fiorisce dall’estate all’autunno e tutta la pianta fiorita è medicinale. Le sue qualità terapeutiche sono note fin dall’antichità. È una pianta utilissima per calmare gli spasmi uterini, nella cura delle malattie nervose, dell’asma. Viene inoltre usata per arrestare qualsiasi emorragia esterna ed interna, utilizzandola in decotto o in infuso oppure applicandola, tritata finemente, sulle ferite o sulle piaghe. Frena le diarree, favorisce le funzioni urinarie ed è un potente antiemorroidale.
In questi casi si usa l’infuso preparato versando mezzo litro di acqua bollente su una manciata di sommità fiorite di Achillea secca. Infuso e decotto sono sempre consigliabili come antispasmodici, nelle debolezze di stomaco, nelle cattive digestioni e nelle acidità. Nelle emorroidi purulente e nelle ulcere varicose si può impiegare per lavaggio un infuso concentrato (pari peso di acqua e di erba). Dopo il lavaggio, l’erba residua sarà applicata tiepida sulle parti dolenti. Un ottimo vino di Achillea, curativo, nella misura di due bicchieri al giorno, delle malattie sopra elencate, si ottiene lasciando macerare due manciate di erba in un fiasco di generoso vino bianco.

LX00CC0T.gif (71268 bytes)Coda cavallina – Equisetum arvense

Habitat: luoghi incolti dal piano alle zone montane.

È una pianta alta una ventina di centimetri, di colore verde scuro, a forma di piramide o, meglio, di un pino in miniatura. I rametti sono nudi, nodosi. Cresce spontanea nei luoghi incolti, lungo i margini delle strade, nei posti umidi e sassosi. È una pianta preziosa nella farmacia casalinga, usata fin dall’antichità. Prezioso ed altamente terapeutico è il decotto che si prepara facendo bollire una manciata di pianta secca in mezzo litro d’acqua per cinque minuti. Esternamente il decotto serve per impacchi su piaghe purulente e su ferite. Per uso interno il decotto si prende nella misura di tre tazzine al giorno per la cura della cistite e dei disturbi della prostata. La coda cavallina è una pianta diuretica per eccellenza, per tutti coloro che devono lavare il sangue e far lavorare i reni senza stancarli. Nella fastidiosa ritenzione di urina si prende una tazza abbondante di decotto e successivamente un cucchiaio ogni mezz’ora. Il decotto viene pure usato nelle emorragie nasali, aspirandolo freddo più di una volta, nelle infiammazioni delle gengive o del palato, utilizzandolo per gargarismi. Anche gli occhi infiammati o lacrimanti guariscono in breve tempo se lavati più volte al giorno con il decotto freddo, al quale possono aggiungersi alcuni petali di rose rosse.
Grazie ai suoi effetti emostatici il decotto di equiseto viene usato sia per via orale, sia per frequenti lavaggi ed impacchi in caso di emorragie da emorroidi. Nei sudori notturni eccessivi o negli stati di debolezza, una tazzina di decotto freddo, presa prima di coricarsi, ha degli effetti veramente benefici. Per chi al decotto preferisce un delicato ed altrettanto efficace vino di equiseto se lo può preparare lasciando macerare per alcuni giorni due manciate della pianta secca in un fiasco di vino. A parte ogni altra posologia terapeutica, un buon bicchiere al giorno di questo vino costituirà una sicura fonte di salute e di benessere.

 LX00CC0T.gif (71268 bytes)Rovo – Rubus fruticosus

Habitat: siepi e cespugli dal piano alle zone montane.

E’ una pianta selvatica comunissima che cresce vigorosa un po’ dappertutto, formando folti cespugli dotati di spine abbondanti e pungenti. Sul finire dell’estate giungono a maturazione quei frutti tipici, neri, simili a quelli del lampone e che vengono comunemente chiamati more.
nelle more sono contenuti zuccheri, albumine, numerosi acidi organici e soprattutto calcio e potassio, dei quali ultimi ogni corpo in fase di sviluppo sente una esigenza, si può dire, incontrollata. Per questa ragione i fanciulli ne sono particolarmente ghiotti ed è una ghiottoneria che li aiuta a crescere e a svilupparsi. La preparazione di marmellate di more è molto semplice: basta cuocere a fuoco lento le more con doppio peso di zucchero, fintantoché non si sia raggiunta una consistenza sciropposa. Qualche cucchiaio al giorno od anche più somministrato ai bambini porterà loro dei giovamenti inaspettati.
Le more bollite con acqua e un po’ di zucchero forniscono, in estate, una delicata bibita rinfrescante, utile sia ai grandi che ai più piccini.. Bevanda, inoltre, che costituisce un ottimo rimedio contro i bruciori di urina. Le foglie ed i teneri germogli di rovo contengono tannino in quantità notevole. Sono perciò astringenti ed il loro decotto, preparato facendo bollire per qualche minuto in mezzo litro di acqua una manciata di foglie secche, si usa con successo contro la diarrea anche dell’età infantile, la dissenteria, gli sputi sanguigni

 LX00CC0T.gif (71268 bytes)Aloe
Aloe: proprietà officinali (medicinali).
L’Aloe (probabilmente un termine arabo “Amaro”) è una pianta originaria dei paesi tropicali.
Proprietà terapeutiche
La pianta dell’ Aloe principalmente ha un’azione lassativa. Vengono poi riscontrate altre azioni curative come le proprietà antinfiammatorie, antidolorifiche e di stimolazione immunitarie. E’ sconsigliato l’uso dell’ Aloe a bambini minori di 12 anni e a donne incinte. Si consiglia una somministrazione che non superi i 15 giorni con dosi giornaliere di 200gr./300gr. (preso la sera prima di andare a dormire).
Effetti terapeutici:
-Azione lassativa;
-azione antidolorifica;
-azione antinfiammatoria;
-azione di stimolazione del sistema immunitario;
-azione protettiva cutanea.
 
 LX00CC0T.gif (71268 bytes)Acantacee: l’Acanto (Acanthus mollis): descrizione della pianta,proprietà curative e curiosità
La magia ha sempre attribuito, sin dall’ antichità, poteri particolari a questa pianta , apprezzata per l’eleganza delle sue grandi foglie a rosetta, pennate, oblunghe, e terminanti in un grazioso riccioletto rivolto verso il basso. L’ Accanto -si diceva- è la pianta di Marte, dunque molto propizia per “infusioni” di forza e coraggio nei momenti cruciali dell’ esistenza.
L’ Accanto -si diceva- aiuta a chiarire situazioni aggrovigliate, a risolvere problemi spinosi, a superare difficoltà; ma, attenzione, bisogna saperla impiegare bene, quest’erba : e cioè nelle ore diurne di Marte e nei giorni di Giove : altrimenti, potrebbe predisporre all’imprudenza, alla collera, alla violenza, alla preci­pitazione.
L’ Acanto a facilmente riconoscibile, se non altro per le foglie riunite a cespuglio, da cui si drizza una lunga spiga ricoperta di foglioline spinose, alle cui ascelle crescono fiori a petali, color giallo paglierino.
Dove si trova l’ Acanto?
In Italia, lo troviamo annidato tra i ruderi, specialmente nelle regioni del Centro-Sud.
Acanto: proprietà curative.
Dalla pianta cola una secrezione vischiosa, dotata di proprietà astringenti ed emollienti.
Acanto: lo sapevate che?
L’acanto potrebbe, anzi dovrebbe, entrare nella storia dell’arte. Ci chiederete perchè: perchè sembra che dalle sue foglie I’architetto di Corinto abbia avuto l’idea del disegno per i suoi famosi capitelli : i famosi capitelli corinzi.
A qualcuno la notizia potrebbe anche interessare : i greci e i romani distinguevano due specie di acanto l’acanto molle e l’acanto spinoso.
 
Erbe nella wicca e nonultima modifica: 2009-01-24T20:02:00+01:00da moonfaire
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento