I teschi di Cristallo

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Sono una serie di tredici manufatti in quarzo levigato posseduti da privati e musei. Tra i teschi in possesso di musei troviamo un esemplare custodito al British Musem, uno al Musée de l’Homme a Parigi e un terzo allo Smithsonian Institute di Washington, mentre tra quelli appartenenti a collezioni private il più famoso è  quello di Anna Mitchell-Hedges, ma degni di nota sono anche quelli di Jo-Ann Parks, del “detective psichico” Nick Nocerino e dell’aristocratica creola Norma Redo.
Cosa si nota: il teschio è stato scolpito lungo l’asse principale del cristallo. Si tratta di una tecnica estremamente avanzata, che utilizza l’asse di simmetria e che diminuisce notevolmente il rischio di frantumazione del pezzo. Il teschio cambia di colore, sensazioni di caldo e freddo si avvertono toccando il quarzo.

“Mi trovavo a Lubaantun, durante una spedizione organizzata mio padre. Mi ero allontanata dal gruppo quando ad un certo punto da uno scavo mi raggiunse una luce riflessa, molto intensa. Mi avventurai allora a cercare l’oggetto che l’aveva provocata e mi trovai fra le mani un teschio di cristallo di rara bellezza. Fui presa da una grande emozione ma mi precipitai a chiamare mio padre…”

 Sono le parole di Anna Mitchell-Hedges, la collezionista privata più famosa quando si parla di teschi di cristallo.Nell’estate del 1926, l’archeologa Anna Mitchel-Hudges, durante una campagna di scavi, nei pressi di un antico muro della città di Lubaantum (Yucatan), rinvenne uno strano ed inquietante teschio di cristallo. Quando gli indigeni che erano al seguito della spedizione videro il teschio, lo venerarono e affermarono che:” Era il Dio cui si rivolgevano per venire guariti dalle malattie o per chiedere di morire“. Il mistero del teschio è arricchito anche da una leggenda che risalirebbe ai maya. Tale leggenda racconta che al mondo esistono 13 teschi di cristallo a grandezza naturale, e quando tutti saranno riscoperti e riuniti, trasmetteranno agli uomini tutta la loro conoscenza. Ma ciò avver- rà soltanto quando gli uomini saranno sufficientemente evoluti ed integri moralmente.

 

Già nell’antichità al cristallo venivano riconosciute proprietà spirituali; questo stesso minerale affascinò anche le culture antiche: i greci lo chiamavano Crystallos, o “ghiaccio chiaro”. In Egitto, fin dal 4000 a.C., le fronti dei defunti venivano adornate con un “terzo occhio” di quarzo cristallino per permettere all’anima di vedere la strada per l’eternità.

 

Secondo una leggenda attribuita al popolo Maya, i teschi sarebbero destinati a riunirsi per dare inizio a una nuova era in una data attualmente fissata per il 21 dicembre 2012, ovvero alla fine del Lungo Computo del calendario Maya iniziato il 13 agosto 3114 a.C.

Alcuni di essi sono ritenuti falsi, mentre agli altri è stata attribuita origine azteca. Fa eccezione il teschio della Mitchell-Hedges, che è sempre stato dichiarato Maya dalla proprietaria, ma che è stato sottoposto a un unico esame eseguito dalla Hewlett-Packard che ne ha stabilito esclusivamente la tecnica di lavorazione, ritenuta compatibile con un’origine precolombiana del manufatto. Anche il suo rinvenimento fu molto controverso ed è stato al centro di diversi dibattiti: secondo certe fonti, fu trovato nel 1927 da una diciassettenne, Anna, figlia adottiva dell’avventuriero  F.A. Mitchell-Hodges, mentre scavava fra le rovine di Lubaantun, la “Città delle pietre cadute”, nelle giungle dell’Honduras britannico.Questi si segnala anche come l’esemplare dalle origini più controverse, non tanto per la limpidezza di quelle degli altri, quanto per la singolare storia del suo ritrovamento, più volte pesantemente contestata e resa nel tempo sempre più intricata nel tentativo di sanare tutti i dubbi.

I dubbi sulla versione originaria sono giustificati e nascono a partire dalla congettura che il teschio sia stato fatto trovare apposta ad Anna dal padre come sorpresa di compleanno. Altri dubbi sono sorti quando, controllando le fotografie della spedizione, manca Anna, senza contare che nei resoconti originali non vi sono riferimenti.
È certo infine che il teschio sia stato acquistato da Mitchell-Hedges nel 1944 da un antiquario londinese, che lo stesso teschio fosse comparso in un’asta nel 1943 nella quale il proprietario dichiarato era sempre lo stesso antiquario, e che infine ci sia stata una precedente apparizione dell’oggetto nel 1936, in un confronto tra questo e il teschio del British Museum.
Nel campo delle perizie eseguite sui teschi, interessante è quella condotta dal British Museum negli anni Novanta. Si è confrontato un calice di sicura datazione precolombiana con alcuni dei teschi (British Musem, Smithsonian, Parks, Redo e Nocerino) con un manufatto moderno. Il test non ha fornito una soluzione certa al problema della sua datazione: i risultati degli esami per i teschi di Nocerino e della Parks non sono stati resi pubblici,mentre sugli altri sono state rilevate tracce di lavorazioni più tarde,non sono state giudicate significative per potere post-datare con certezza gli oggetti.
Da segnalare l’assenza in questo test del teschio della Mitchell-Hedges, per il suo esplicito rifiuto a renderlo disponibile.

 

 

 

 

I teschi di Cristalloultima modifica: 2009-05-23T00:47:00+02:00da moonfaire
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3 pensieri su “I teschi di Cristallo

  1. i 13 tesdhi di criatallo sono il regalo piu prezioso che i nostri antenati ci hanno donato occorre saperli gestire io vorrei sapere se cè qulcuno in grado di mettermi in contatto con uno dei possesori per entrare nella memorai dei teschi ho bisogno assoluto di avere un contatto con un teschio qulcuno mi puo aiutare

    Risposta: I veri teschi di cristallo stanno nei vari musei sparsi nel modo: credo sia altamente improbabile tu possa entrare in con tatto con loro:-) se non…telepaticamente, ovvio:-)
    Moonfayre

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