Il Santo Graal (con pdf d’approfondimento)

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Il santo Graal
 
 Intorno al Santo Graal sono nate nel corso degli anni,tante leggende che hanno affascinato e stimolato la fantasia di numerosi scrittori di tutti i tempi. In alcune leggende  viene descritto come il calice usato da Cristo nell’Ultima Cena, mentre per altre rappresenta la coppa in cui Giuseppe d’Arimatea avrebbe raccolto il sangue di Cristo dalla croce. Per quanto riguarda la leggenda sorta in Spagna e in Francia intorno al 1100, il Graal è un oggetto sacro e misterioso che viene custodito in un tempio o castello in Bretagna. Essa narra che solo ai puri di cuore è dato raggiungerlo e i mortali che vi riusciranno, conquisteranno la felicità terrena e celeste.
 
 
 

 Esistono però anche molte altre versioni risalenti addirittura al IV sec.: narrano che Maria Maddalena fuggita dalla terra santa, portò il Santo Graal con sé in Francia, precisamente a  Marsiglia, dove sono tuttora venerate le sue presunte reliquie.Nel secolo XV questa tradizione aveva già assunto un’importanza enorme nei personaggi come Renato d’Angiò, che faceva collezione di “coppe Graal”.Nuovi elementi  li ritroviamo in “Le Grand Graal”, un testo di un autore sconosciuto, che continua e integra il racconto del “Joseph di Arimathie”. Il Graal viene associato a un libro scritto da Gesù Cristo, alla cui lettura può accedere solo chi è in grazia di Dio e le verità di fede che esso contiene non potranno mai essere pronunciate da lingua mortale senza che i quattro elementi ne vengano sconvolti. Se ciò, infatti, dovesse accadere, i cieli cadrebbero, l’aria tremerebbe, la terra sprofonderebbe e l’acqua cambierebbe colore. Da questo si deduce che il libro-coppa possiede un terribile potere.Ma perché il calice fu portato proprio in Inghilterra? I sostenitori della sua esistenza affermano che durante la sua permanenza in Cornovaglia, Gesù aveva ricevuto in dono una coppa rituale da un Druido convertito al cristianesimo e quell’oggetto gli era particolarmente caro. Dopo la crocefissione, Giuseppe d’Arimatea aveva voluto riportarla al donatore ulteriormente santificata dal sangue di Cristo; il Druido in questione era Merlino.Comunque sia ,le peripezie subite dal Graal varianol a seconda delle varie fonti. Giunto a destinazione Giuseppe affida la coppa a un guardiano soprannominato “Ricco Pescatore” o “Re Pescatore” perché, come Gesù, ha sfamato un gran numero di persone moltiplicando un solo pesce.  Sulla Britannia si abbatte una maledizione chiamata dai Celti Wasteland , uno stato di carestia e devastazione sia fisica che spirituale. Per annullare il Wasteland – spiega Merlino ad Artù – è necessario ritrovare il Graal, simbolo della purezza perduta. Un Cavaliere (Parsifal o Galaad “il Cavaliere vergine”) occupa allora lo “Scranno periglioso”, una sedia tenuta vuota alla Tavola Rotonda, su cui può sedersi (pena l’annientamento) solo “il Cavaliere più virtuoso del mondo”, colui che è stato predestinato a trovare il Graal. Ispirato da sogni e presagi, e superando una serie di prove perigliose come il “Cimitero periglioso”, il “Ponte periglioso”, la “Foresta perigliosa” … Parsifal rintraccia Corbenic, il Castello del Graal e giunge al cospetto della Sacra Coppa. Non osa però porre le domande “Cos è il Graal? Di chi esso è servitore?”, contravvenendo così al suggerimento evangelico “Bussate e vi sarà aperto” e così il Graal scompare di nuovo.Dopo che il Cavaliere ha trascorso alcuni anni in meditazione, la ricerca riprende e finalmente Parsifal (o Galaad) pone il quesito, a cui viene risposto. “È il piatto nel quale Gesù Cristo mangiò l’agnello con i suoi discepoli il giorno di Pasqua. (…) E perchè questo piatto fu grato a tutti lo si chiama Santo Graal”. Il Re Magagnato si riprende, il Wasteland finisce; Re Artù muore a Camlann e Merlino sparisce nella sua tomba di cristallo. Il Graal viene a questo punto, siamo intorno al 540 dc., riportato da Parsifal a Sarraz, una terra impossibile da situare geograficamente; non è infatti in Egitto, ma “vi si vede da lontano il Grande Nilo” e il suo Re combatte contro un Tolomeo, mentre la dinastia tolomaica si estinse prima di Cristo.Per secoli non si parla più del Graal, finché, verso la fine del XII secolo, esso torna improvvisamente alla ribalta a causa delle Crociate. A partire dal 1095, molti Cavalieri cristiani si erano recati in Terra Santa, entrando in contatto con le tradizioni mistiche ed esoteriche dei quei luoghi e sicuramente qualcuna di esse parlava del Graal, un sacro oggetto dagli straordinari poteri. Grazie ai Crociati, la leggenda raggiunse l’Europa e vi si diffuse.

flame2.gif (27911 bytes)Quali i nascondigli più probabili?

1) Il Graal si trova nel castello di Gisors – I Cavalieri Templari avevano stretto rapporti con la Setta degli Assassini, un gruppo  ismailita che adorava una misteriosa divinità chiamata Bafometto . Per alcuni il Bafometto altro non era che il Graal; prima di essere sgominati, gli Assassini lo avevano affidato ai Templari, che lo avevano portato in Francia verso la metà del XII secolo. Se le cose fossero davvero andate così, ora il Graal si troverebbe tra i leggendari tesori dei templari (mai rinvenuti) in qualche sotterraneo del castello di GISORS.

2)Il Graal si trova in Italia, a Castel del Monte – I Cavalieri Teutonici – fondati nel 1190 – vengono in contatto sia con i mistici Sufi – una setta islamica che adorava il Dio delle tre religioni, Ebraica, Islamica e Cristiana – sia con l’ illuminato Imperatore Federico II Hohenstaufen, seguace di quella dottrina. Tramite i Cavalieri Teutonici, i Sufi avrebbero affidato il Graal all’Imperatore, affinché lo proteggesse dalle distruzioni scatenate dai Crociati. In tal caso, il Graal si troverebbe a Castel del Monte, un palazzo a forma di coppa ottagonale edificato per custodirlo.

3)Il Graal si trova a Takht-I-Sulaiman – Secondo questa ipotesi il Grall sarebbe il simbolico “Fuoco Reale” fonte della conoscenza, adorato dai seguaci di Zarathustra a Takht-I-Sulaiman, il principale centro del culto di Zoroastro. Takht-I-Sulaiman potrebbe essere  la mitica Sarraz, da cui il Graal (Fuoco Reale) giunse, a cui ritornò e dove forse si trova ancora.

4)Il Graal si trova nel Castello di Montsegur – Dopo che il culto di Zoroastro venne abolito, alcune delle sue dottrine furono adottate dai Manichei e, di seguito, dai Catari o Albigesi; questi ultimi erano giunti in Europa dal Medio Oriente, passando per la Turchia e i Balcani, e si erano stabiliti in Francia nel XII secolo. Nel 1244, dopo la persecuzione da parte del Papato e dei francesi, furono sterminati nella loro fortezza di Montsegur; se avessero portato con loro la sacra coppa, ora esso potrebbe trovarsi insieme al resto del loro tesoro in qualche misterioso nascondiglio del castello.

flam.gif (14082 bytes)Oltre a queste teorie ne esistono altre più fantasiose

a)Il Graal si trova a Torino – Importato dai pellegrini che si spostavano per durante il medioevo o forse dai Savoia e,insieme alla Sacra Sindone, sarebbe giunto fin in piemonte; le statue del sagrato del tempio della Gran Madre di Dio, sulle rive del Po, indicano, a chi è in grado di comprenderne la complessa simbologia, il nascondiglio della Coppa.

b)Il Graal si trova a Bari – Nel 1087, un gruppo di mercanti portò a Bari dalla Turchia le spoglie di San Nicola, ed edificata una basilica. In realtà la translazione del Santo era solo la copertura per un ritrovamento ben più importante, quello del Graal. I mercanti erano in realtà cavalieri in missione segreta per conto di Papa Gregorio VII. Il Pontefice era al corrente del potere del Calice, ma non intendeva pubblicizzare la sua ricerca, né l’eventuale ritrovamento, in quanto esso era un oggetto pagano o comunque il simbolo di una religione ancor più universale di quella cattolica. Gli premeva di recuperarlo da Sarraz in quanto temeva che la sua presenza in Turchia avrebbe aiutato i Saraceni nella loro espansione ai danni dell’Impero Bizantino, e avrebbe nociuto all’ intervento delle forze cristiane in Terra Santa a difesa dei pellegrini. La scelta di custodire il Graal a Bari anziché a Roma fu determinata da due motivi: da lì si sarebbero imbarcati i cavalieri per la Terra Santa, 1) il Graal avrebbe riversato su di loro i suoi benefici effetti;2)  la sua presenza avrebbe protetto Roberto il Guiscardo, Re normanno di Puglie, principale alleato del Papa nella lotta contro Enrico IV. A convalida dell’avvenimento, sul portale della cattedrale, si trova l’immagine di Re Artù e un’indicazione stilizzata del nascondiglio.

 

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Il Santo Graal (con pdf d’approfondimento)ultima modifica: 2009-01-15T22:42:00+01:00da moonfaire
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