l’inverno

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L’inverno

Una storia per voi:
     il cervo bramisce,
neve in inverno
     l’estate è finita.

Il vento è gelato,
     basso sta il sole,
breve il suo corso;
     il mare in tempesta.

Si arrossa la felce,
     perdute le forme;
l’oca selvatica
     riprende il suo grido.

Il gelo ha stretto
     le ali degli uccelli,
regno di ghiaccio.
     Questa è la mia storia

 

Quando le giornate si erano ormai visibilmente accorciate, con il brutto tempo e il freddo pungente dell’autunno, si arrivava di nuovo a Samain, la ricorrenza che celebrava la fine dell’estate, la morte dell’anno. Il Re Supremo di Ériu indiceva la Festa di Temáir [Feis Temra]: una solenne assemblea della durata di sette giorni (tre prima e tre dopo Samain), a cui partecipavano tutti i principi e i guerrieri a lui sottomessi. Nella sala del banchetto ogni professione aveva il suo posto prestabilito: i membri dell’aristocrazia, i guerrieri e i campioni riponevano le armi in vista del lungo inverno, i poeti declamavano canti e antiche saghe. Così il Re riconosceva il ruolo e le prerogative di ciascuno, e i sudditi riconoscevano la supremazia del Re.

Samain era la celebrazione di capodanno, l’ultima e la prima festa dell’anno. I druidi provvedevano ad accendere un nuovo fuoco sacro, le cui fiammelle venivano portate in tutte le case

l’invernoultima modifica: 2008-12-27T16:41:53+01:00da moonfaire
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