La caccia alle streghe

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Per oltre 500 anni la chiesa cattolica ha imposto la propria supremazia spirituale con la violenza, eliminando fisicamente ogni oppositore dalle zone sotto la sua influenza politica.In tempi recenti, qualcuno prova ad operare una sorta di “revisionismo storico” per tentare di negare il crudele sterminio di milioni di persone.

Le “caccia alle streghe” si concentrarono soprattutto tra la fine del 1400 e la prima metà del 1600 e conobbero due ondate: una dal 1480 al 1520 e l’altra dal 1560 al 1650. Le supposte streghe (e a volte anche i loro figli, soprattutto se femmine), appartenevano per lo più alle classi popolari. Soltanto una piccola minoranza di loro poteva essere realmente annoverata tra i veri e propri criminali


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1231-Gregorio IX istituì per l’Europa, dopo il 1231, una rete di tribunali d’inquisizione, presieduti da inquisitori permanenti, soprattutto francescani e domenicani, che avevano piena giurisdizione per ogni crimine d’eresia.

1252 – Ma la vera e definitiva definizione canonica e giuridica dell’Inquisizione medievale si ebbe nel 1252 quando, all’indomani dell’assassinio dell’inquisitore Pietro da Verona, Innocenzo IV emanò la famosa decretale Ad extirpanda.

1 nov 1478 – Il 1° novembre 1478 Papa Sisto IV istituisce l’Inquisizione in Castiglia — dove, a differenza della vicina Aragona, non era mai stata operante — e autorizza Isabella e Ferdinando a nominare nei loro Stati alcuni inquisitori di fiducia.

1492 –  In Sardegna 1″ Inquisizione spagnola fu probabilmente introdotta nel 1492, e visse in mezzo a grandi strettezze finanziarie. Il tribunale era superfluo; era un istituto di prevenzione piuttostochè di repressione.

21 lug 1542 –  Il 21 luglio 1542 il Nostro Predecessore di fm Paolo III, con la Costituzione Apostolica Licet ab initio ha fondato la Sacra Congregazione dell’Inquisizione Romana ed Universale, alla quale affidò come fine proprio il compito di perseguire le eresie.

1547 –  Il fecondo notevole avvenimento è del 1547, in cui levatasi a rumore la città di Napoli per l’Inquisizione sul piede di quella di Spagna , che vi si tentava stabilire a richiesta di D. Pietro Toledo, Tommaso Aniello della famiglia Sorrentina.

23 mag 1592 –  La prima denuncia di Mocenigo a Giordano Bruno fu del 23 maggio del 1592, in una lettera con accuse di miscredenza e ostilità alla religione cattolica e al clero, e di sostenere ogni eresia e dottrina magica. Bruno fu arrestato dall’Inquisizione la notte seguente.

17 feb 1600 –  Un episodio lega Galileo Galilei all’altro «martire» del pensiero moderno, bruciato vivo a Roma, in Campo dei Fiori, il 17 febbraio 1600, per incarico della Santa Inquisizione.

22 giu 1633 –  Vale la pena ricordare che il 22 giugno 1633 la “Sacra Congregazione della Romana e Universale Inquisizione” (poi rinominata “Sacra Congregazione del Sant’Uffizio” e infine, come è adesso, “Congregazione per la dottrina della fede”) emise una sentenza contro …Vale la pena ricordare che il 22 giugno 1633 la “Sacra Congregazione della Romana e Universale Inquisizione” (poi rinominata “Sacra Congregazione del Sant’Uffizio” e infine, come è adesso, “Congregazione per la dottrina della fede”) emise una sentenza contro Galileo

Il documento che presentiamo in questa pagina è storicamente abbastanza recente, risale al 1559.
L’America è stata scoperta da più di 60 anni, il mondo sembra entrato in una nuova èra di civilizzazione, il buio medioevo è finito, ma non per la chiesa: a Valladolid, in Spagna, 15 luterani (fra cui vari sacerdoti) vengono “abbrusciati” nelle fiamme del rogo e i loro beni confiscati.

Decine di altre persone, che sotto tortura hanno “accettato” la forzata riconversione al cattolicesimo, ottengono il carcere a vitaconfisca dei beni.

Interessante notare che il documento viene stampato a Bologna, in Italia.

Riportiamo alcuni passi salienti per coloro che trovassero difficile leggere i caratteri tipografici cinquecenteschi:

E poi che arrivorno Sue Altezze, venne la processione delli prigionieri penitenti, con il clero e la croce coperta di tela nera, e con la bandiera del santo Officio, tutti ordinatamente…

Arrivati tutti al Palco, si affrettarono e subito predicò il maestro fra’ Melchior Cano, il vescovo che fu di Canaria, dell’Ordine di santo Domenico, e fece una predica molto dotta, prudente e solenne, come in tal tempo e luogo si ricercava.

Finita la predica, l’Arcivescovo di Siviglia andò dove stavano Sue Altezze, e li fece giurare sopra una croce e un messale, sopra che posero sue regali mani in questo modo.

Perché, per decreti apostolici e sacri canoni è ordinato che li Re giurino di favorire la santa fede cattolica e religione cristiana, pertanto conforme a questo, vostre Altezze giurano per Dio, per santa Maria, per li santi Evangeli e per il legno della croce, dove han posto sue reali mani, che daranno tutto il favore necessario al santo Officio dell’Inquisizione e ai suoi ministri contro gli heretici e apostati e contra tutti quelli che li favoriranno e difenderanno e contra qual si vogliano persone che dirette o indirette impediranno le cose di questo santo Officio e che costringeranno tutti i suoi sudditi ad obbedire…..

Sue altezze risposero: così giuramo, e l’Arcivescovi li disse: e per questo nostro Signore prosperi per molti anni le Real persone e stati di vostre altezze.

…et allhora cominciarono a leggere le sentenze dei condannati

[Segue la lista dei nomi, per ognuno dei quali si specifica:]

“… abbrusciato in persona per lutherano, con confiscation de’ beni”


Dal latino inquisitio (derivato del verbo inquirere, «interrogare»). Nel Medioevo, era lo speciale tribunale ecclesiastico per combattere e sopprimere l’eresia. Quando il cristianesimo divenne religione di Stato (editto di Teodosio, 381) sorse il problema di difendere l’unità dell’impero anche attraverso l’unità della religione; alcuni padri della Chiesa, tra cui sant’Agostino – ma con riluttanza -, giustificarono l’uso della coercizione da parte del potere politico contro le dottrine eterodosse o eretiche. Fin dal IV e V secolo gli eretici furono puniti dallo Stato con l’esilio, la confisca dei beni e anche la prigione; l’inquisizione vera e propria, però, si affermò solo successivamente.Continua Fu Lucio III, nel 1184, colui che avviò una procedura più sbrigativa al posto dell’accusa pubblica, obbligando i vescovi a visitare una o due volte l’anno, personalmente o mediante sostituti, le parrocchie contaminate dall’eresia, per sentire, sotto il vincolo del giuramento, le testimonianze di persone degne di fede. All’inizio, spettava ai vescovi la ricerca (inquisitio, appunto) d’ufficio dei colpevoli, la loro riconciliazione con la Chiesa o la loro punizione, se non abbandonavano le idee eretiche. Dopo la crociata contro gli albigesi, il conte di Tolosa, Raimondo VII, il re Luigi I e il legato pontificio firmarono il Trattato di Parigi (1229) che assicurava alla Chiesa l’aiuto dello Stato per ciò che concerneva l’inquisizione; anche Federico II agì su questa stessa linea. Fu così che Gregorio IX istituì per l’Europa, dopo il 1231, una rete di tribunali d’inquisizione, presieduti da inquisitori permanenti, soprattutto francescani e domenicani, che avevano piena giurisdizione per ogni crimine d’eresia. La procedura seguita nell’Inquisizione è conosciuta grazie ai manuali redatti da Nicola Eymeric e da Bernardo Gui. Bastava una denuncia, un sospetto o anche una semplice «voce pubblica» per citare uno a comparire dinanzi il tribunale dell’Inquisizione, o per farlo arrestare. L’interrogatorio aveva luogo in presenza di due testimoni e di un notaio che redigeva il verbale della deposizione. Esente da ogni giurisdizione, l’inquisitore aveva un ampio potere discrezionale circa la procedura da seguire, utilizzando spesso quella sommaria. La colpevolezza era stabilita sia con la confessione degli interessati, sia con prove testimoniali. Per indurre l’imputato a confessare si ricorreva a vari mezzi: digiuni, catene e anche torture. Una volta stabilita la colpevolezza dell’imputato e pronunciata la sentenza, a chi si era presentato spontaneamente a confessare venivano inflitte pene minori, come pellegrinaggi, la pubblica fustigazione o il recare croci cucite sui vestiti; ai falsi accusatori veniva imposto di cucire sugli abiti due lingue di panno rosso. In casi gravi la pena era la confisca dei beni o il carcere, la più severa che gli inquisitori potessero comminare. Quando consegnavano un colpevole all’autorità civile significava che ne richiedevano la condanna a morte. Tra gli inquisitori si distinsero soprattutto i domenicani, che nell’iconografia medievale sono rappresentati dl cane dal mantello bianco e nero che corre con una torcia in bocca e infiamma il mondo (da una visione della Beata Giovanna Aza, madre di San Domenico. Da qui il gioco di parole in lingua latina: Dominicani/Domini canes, i Domenicani (che prendono il nome da Dominicus, che a sua volta deriva da Dominus, il Signore) sono “i cani a guardia del Signore”, fedeli come un cane è fedele al suo padrone.(tratto da:www.libreriadelsanto.it)

 

La caccia alle stregheultima modifica: 2009-05-21T21:42:00+02:00da moonfaire
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