Mai sentito parlare dei I Misteri eleusini?

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I Misteri eleusini erano riti religiosi misterici che si celebravano nel santuario di Demetra nell’antica città greca di Eleusi.

I riti eleusini erano antichissimi, si svolgevano già prima dell’invasione ellenica. Quando, nel VII secolo a.C., Eleusi diventò parte dello Stato ateniese, i riti si estesero a tutta la Grecia e alle sue colonie. Ebbero larga diffusione anche a Roma e perfino Cicerone e l’imperaore Galleno vi presero parte.
Il rito era diviso in due parti: la prima (piccoli misteri) era una specie di purificazione che si svolgeva in primavera, la seconda (grandi misteri) era un momento consacratorio e si svolgeva in autunno.
La cerimonia voleva rappresentare il riposo e il risveglio perenne della vita delle campagne.
I riti erano in parte dedicati anche alla figlia di Demetra, Persefone, poiché l’alternarsi delle stagioni ricordava l’alternarsi dei periodi che Persefone terscorreva sulla terra e nell’Ade.
La distruzione del tempio di Demetra nel 396 e.v., ad opera dei visigoti di Alarico, sancì la definitiva interruzione delle celebrazioni.

Il significato generale dei Misteri.

Prima di entrare nel merito dei Misteri di Eleusi è bene chiarire al lettore il significato generale che, nel mondo classico, si attribuiva al sostantivo “Mysteria”. Esso designa i segreti, ossia conoscenze inaccessibili, in ragione stessa della loro natura e della loro profondità, alla maggioranza degli uomini e riservate solo a quei pochi, dotati delle qualità intellettive e della sensibilità spirituale necessarie per accoglierle ed interiorizzarle. Un livello di conoscenza riservato a pochi eletti (ossia persone scelte secondo un criterio rigorosamente selettivo), quindi esoterico nel senso pieno del termine ed iniziatico in quanto concernente il percorso interiore per l’inizio di una nuova vita. Gli antichi Elleni non concepiscono che si possa partecipare a chiunque, indistintamente e senza precauzioni, le dottrine spirituali e la stessa impostazione aristocratica – nel senso qualitativo dell’espressione – riguarda l’accesso alle arti ed alle scienze. Per essi la medicina e la stessa filosofia, nei suoi aspetti più profondi, restano scienze segrete. Per la medicina, abbiamo la testimonianza di Sorano, il quale nella sua Vita di Ippocrate, scrive:

Ippocrate insegnava la sua arte a coloro che erano qualificati per apprenderla, facendo loro prestar giuramento… Infatti le cose sacre si rivelano a uomini consacrati: i profani non possono occuparsene, prima di essere stati iniziati ai sacri riti di questa scienza (in V. Magnien, tr.it. I Misteri d’Eleusi, Edizioni di Ar, Padova, 1996, p.21).

Questo riferimento alla medicina può apparire estraneo all’argomento specifico delle religioni misteriche, per chi guardi le cose dal punto di vista della mentalità scientifica moderna che separa rigorosamente scienza e religione, ma non lo è affatto se ci si cala nella mentalità degli Antichi per i quali l’essere umano è un tutto unitario che si articola nei tre elementi costituitivi di soma, psyché e nous (corpo, anima e mente); la salute del corpo e dell’anima sono strettamente connesse, ogni squilibrio fisico riflette un disordine più profondo. L’accesso alle dottrine spirituali più segrete è quindi la base per una migliore e diversa armonia dell’essere umano, anche sul piano fisico, poiché, come spiega Plotino nelle Enneadi, i piani dell’Essere sono distinti ma collegati. Per la filosofia sono illuminanti le testimonianze di Clemente d’Alessandria e di Giamblico sui Pitagorici e su Platone, nonché quella dell’imperatore Giuliano sugli Stoici. tratto da:www.centrostudilaruna.it

 

Una versione “romana” dei Misteri Eleusini sta nel culto in onore di Cerere, la leggenda narra come nelle vicinanze di Enna Plutone rapi’ Proserpina alla madre Demetra (Cerere) e in che modo questa poi elargi’ agli ennesi il dono del grano. Da questo fatto ebbero origine i Misteri Eleusini e da qusti luoghi si ebbero le prime esperienze iniziatiche collegate ai cicli agrari. Il nucleo centrale di questo antichissimo culto resta dunque la Rocca di Cerere zona rocciosa collocata nella parte alta di Enna, dove in autunno, durante il periodo della semina del grano si sacrificava in onore della dea Cerere.uce ed il buio si equivalgono, ma l’oscurita’ prende il sopravvento, la terra si preapara al lungo sonno dell’inverno, la Dea e’ stanca e parte per il viaggio nei reami sotteranei. Questo e’ il tempo dell’ultimo raccolto in cui si fa il bilancio di cio’ che e’ stato. E’ il tempo di riflessione sui misteri della morte e della rinascita. I colori sono quelli dell’autunno, il rosso scuro e il marrone, create ghirlande con le pigne e con le stoppie del raccolto e onorate le foglie secche che si sacrificano per permettere all’albero di rinascere in primavera.

Mai sentito parlare dei I Misteri eleusini?ultima modifica: 2009-06-13T16:07:30+02:00da moonfaire
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