Reliquie:Titulus crucis

 

Cos’è il  Titulus crucis consdervato a Roma?

Il titulus crucis è l’iscrizione che, secondo i Vangeli, fu apposta sopra la croce di Gesùquando egli fu crocifisso ma, molto probabilmente, si tratta quindi di un artefatto medievale.

Tuttavia, non è da escludere che possa essere un copia dell’originale Titulus Crucis, reliquia della quale abbiamo qualche traccia storica.

Su di essa era scritto il motivo della condanna:Questi è Gesù, il re dei Giudei(Matteo27,37), ovvero Gesù Nazareno, re dei Giudei, secondo il Vangelo secondo Giovanni(19,19); tale vangelo aggiunge che era scritta in ebraico,latino egreco.

Inoltre lo stesso vangelo afferma che, al leggerlo, i capi dei giudeisi sono recati da Ponzio Pilato per chiedere che venisse corretto: secondo loro il titulus non doveva affermare che Gesù erail re dei giudei, ma che si era autoproclamato tale (19,21).

Nelle rappresentazioni artistiche della crocifissione, tradizionalmente sul titulussi scrivono le sole quattro lettere INRI, iniziali dell’espressione latina Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum.

Un frammento del Titulus Crucis.
Un frammento del Titulus Crucis.

 Reliquie a Roma?

Una tavola di legno, che la tradizione cattolica ritiene essere parte del titulus, è conservata a Roma, nella chiesa di Santa Croce in Gerusalemme, insieme a un presunto chiodo della Passione e a frammenti della croce.

Tutti questi oggetti furono rinvenuti da Elena, madre dell’imperatore Costantino, che nel IV secolo visitò Gerusalemme e fece scavare l’area del Golgota.

Il titulusdi Santa Croce reca effettivamente una parte dell’iscrizione nelle tre lingue.

I testi in latino e greco sono scritti al contrario, da destra a sinistra, probabilmente per facilitare la lettura a persone abituate a leggere l’ebraico; inoltre nel testo latino è scrittoNazarinusanzichéNazarenus. Queste anomalie sono considerate indizi di autenticità da chi ritiene improbabile che le abbia introdotte un falsario.

Indizi a supporto dell’autenticità della tavoletta conservata nellachiesa di Santa Croce in Gerusalemme giungono dagli studi del giornalista e antropologo Michael Hesemann.

Il ricercatore ha compiuto sulla reliquia un’indagine storica e l’ha sottoposta ad un’analisi di paleografia comparata, e, in seguito alle conferme di esperti studiosi (Carsten Peter ThiedeeLeah Di Segni), ha deciso di rendere noti i risultati delle sue ricerche:

  1. il legno della tavoletta è anteriore alIV secolod.C.;
  2. la scrittura, in particolare quella latina, risale molto probabilmente alI secolod.C.;
  3. il testo è sostanzialmente lo stesso delVangelo di Giovanni, testimone oculare (secondo lo stesso vangelo) dell’evento;
  4. la sacra reliquia, fu portata aRomadaGerusalemmedalla madre dell’imperatoreCostantino, Elena, nel325.

Purtroppo per l’ufologo (!) Hesemann e per tutti quelli che credono nella pseudoscienza, anche il Titulus Crucis è stato sottoposto alla datazione in laboratorio con il carbonio 14: il legno che lo compone è del 1020 circa.

I risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista «Radiocarbon» n. 3, volume 44, (2002) dell’Università di Tucson (Arizona, USA); un ampio e dettagliato articolo in merito è pubblicato sulla rivista del CICAP «Scienza & Paranormale», n. 56, Luglio-Agosto (2004): A. Lombatti,Il Titulus Crucis è falso, pp. 48-50

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Una chicca che pochi conoscono è che Sozomeno che, pur dipendendo ampiamente da Rufino, tramanda un particolare inedito che rimanda subito la mente alle tabulae dealbatae:

περὶ τὸν αὐτὸν τόπον τρεῖς ηὑρέθησαν σταυροί, καὶ χωρὶς ἄλλο ξύλον ἐν τάξει λευκώματος ῥήμασι καὶ γράμμασιν Ἑβραϊκοῖς Ἑλληνικοῖς τε καὶ Ῥωμαϊκοῖς τάδε δηλοῦν· Ἰησοῦς ὁ Ναζωραῖος ὁ βασιλεὺς τῶν Ἰουδαίων. (Salaminius Hermias Sozomenus Scr. Eccl., Historia ecclesiastica (2048: 001, Ed. Bidez, J., Hansen, G.C. erlin: Akademie–Verlag, 1960; Die griechischen christlichen Schriftsteller 50, 2,1,5: )

Per ciò che attiene alla tavoletta di S.Croce, la paladina dell’autenticità (o al massimo della copia da originale) è la Rigato (Maria Luisa Rigato, I.N.R.I., Il titolo della Croce, EDB, Bologna, 2010), ma prima di lei si erano occupati della cosa a livello scientifico il bibliotecario sessoriano Leandro De Corrieri, De sessorianis praecipuis passionis D.N.J.C. reliquiis commentarius, Ed. F. Bourliaeum, 1830, che tratta del titulus soprattutto nelle pp. 72-129. Prima di lui si possono citare Johann Daniel Haack, De titulo crucis dominicæ exercitatio historica, 1672;, Domenico Maria Manni, De titulo Dominicae Crucis archetypo commentarius, 1748.

Reliquie:Titulus crucisultima modifica: 2011-08-20T11:20:40+02:00da admin
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