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Video e storia della Sacra sindone di Torino

La Sindone di Torino, nota anche come Sacra Sindone, è un lenzuolo di lino conservato nel Duomo di Torino, sul quale è visibile l’immagine di un uomo che porta i segni di torture, maltrattamenti e di una crocefissione. La tradizione identifica l’uomo con Gesù e il lenzuolo con quello che fu usato per avvolgerne il corpo quando egli, morto, fu deposto nel sepolcro. La sua autenticità è oggetto di fortissime controversie.Il termine “sindone” deriva dal greco σινδών (sindon), che indica un tessuto di lino di buona qualità. Il termine è ormai diventato sinonimo del lenzuolo funebre di Gesù.Le esposizioni pubbliche della Sindone sono chiamate ostensioni (dal latino ostendere, “mostrare”). Le ultime sono state nel 1978, nel 1998 e nel 2000; la prossima è prevista per il 2010.

Chi non conosce la Sacra Sindone, il sudario che, dice la tradizione, avvolse il corpo di Gesù deposto dalla croce? Seguire le tracce della Sacra Sindone è un’avventura in cui si confondono i sapori del giallo internazionale, del percorso mistico e dell’epopea cavalleresca; dove non è facile distinguere il vero dal falso, il probabile dal verosimile. La Sacra Sindone consiste in un semplice telo di lino , lungo circa 4,36 m e largo 1,10 m, di colore giallo ocra, sul quale sono visibili impronte che riproducono l’immagine frontale e dorsale di un uomo crocifisso.

Vediamo di fare un po’ di chiarezza, ov’è possibile.

La Sindone è un lenzuolo di lino di colore giallo ocra, di forma rettangolare e dimensioni di circa 442×113 cm. Lo spessore è di circa 0,34 millimetri, il peso di circa 2,450 kg. È cucito su un telo di supporto, pure di lino, delle stesse dimensioni.
Il lenzuolo è tessuto a mano con trama a spina di pesce e con rapporto ordito-trama di 3:1. In corrispondenza di uno dei lati lunghi il telo è stato tagliato e ricucito per tutta la lunghezza a una decina di centimetri dal margine.
Sono chiaramente visibili sulla Sindone i danni provocati da alcuni eventi storici: i più vistosi sono le bruciature causate da un incendio nel 1532, disposte simmetricamente ai lati dell’immagine in quanto il lenzuolo era ripiegato più volte su sé stesso. Le bruciature più grandi hanno creato dei veri e propri buchi di forma approssimativamente triangolare: fino al 2002 essi erano coperti da rappezzi che poi sono stati rimossi (contestualmente è stato sostituito il telo di supporto originale, applicato nel 1534, con un altro più recente).
Gli studiosi usano chiamare Uomo della Sindone la figura umana visibile sul lenzuolo, per mantenere una posizione neutra rispetto alla questione se si tratti o no di Gesù. Le due immagini ritraggono un corpo umano nudo, a grandezza naturale, una di fronte e l’altra di schiena; sono allineate testa contro testa, separate da uno spazio che non reca tracce corporee. Sono di colore più scuro di quello del telo. Appare dunque che l’Uomo della Sindone fu adagiato sulla metà inferiore del telo (immagine dorsale), e fu ricoperto con l’altra metà ripiegata su di lui (immagine frontale).
L’immagine, come si scoprì nel 1898 quando la Sindone fu fotografata per la prima volta, è più comprensibile nel negativo fotografico. Il corpo raffigurato appare quello di un maschio adulto, con la barba e i capelli lunghi. Vi sono numerose tracce di sangue che delineano delle ferite: le più evidenti sono le ferite ai polsi e agli avampiedi, compatibili con l’ipotesi che vi siano stati piantati dei grossi chiodi, e una larga ferita da taglio al costato. Il tutto corrisponde alla tradizionale iconografia di Gesù e al resoconto evangelico della crocifissione.

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Varie fonti medievali menzionano, tra le molte reliquie, un lino con impressa l’immagine di un uomo martirizzato. Questo indumento funerario è ritenuto, tradizionalmente, il sudario di Gesù Cristo; e come tale è da allora venerato. Nel caos immediatamente seguito al sacco della città, però, del Sacro Lino si perdono misteriosamente le tracce. Notizie certe ricompaiono solo nelle fonti successive al 1350, quando la reliquia, appartenente ora alla famiglia Charny, viene esposta al culto nella cittadina di Lirey in Francia. Quale via può aver seguito la preziosa reliquia per giungere in Europa? L’unica traccia documentale esplicita delle vicende della Sacra Sindone, dopo la presa di Costantinopoli, è una supplica inviata a Papa Innocenzo III da Teodoro Angelo Comneno, nipote di Isacco II Angelo Comneno, imperatore di Costantinopoli all’epoca del saccheggio del 1204. Nel testo, che ci è giunto nella trascrizione di un cartulario (cioè una raccolta di copie di documenti), è espresso lo sdegno per il saccheggio delle reliquie ed è richiesto esplicitamente l’intervento del pontefice per promuovere il recupero della Sacra Sindone.Secondo il documento la Sacra Sindone si sarebbe trovata in quel momento ad Atene. La notizia che nel primo decennio del secolo XIII la Sacra Sindone fosse conservata ad Atene troverebbe ulteriore conferma in una dichiarazione del 1207 di Nicola d’Otranto, abate di Casola. Di certo c’è solo che dopo il 1207, e fino alla metà del secolo successivo, quando ricompare dal nulla in Francia, i documenti attualmente conosciuti non danno più alcuna notizia della Sacra Sindone: tale silenzio potrebbe derivare dalle severe sanzioni pontificie che colpivano il traffico delle reliquie sottratte a Costantinopoli.

Concludendo:La Sacra Sindone, di proprietà di Casa Savoia per oltre mezzo secolo, è stata assegnata, in un lascito testamentario del capo della Casata ed ultimo Re d’Italia S.A.R. Umberto II di Savoia, al
Sommo Pontefice. Il re in esilio è morto a Ginevra nel 1983, anno dal quale la Sacra Sindone è divenuta, dunque, di proprietà pontificia. Nel suo ultimo lavoro “The Divine Deception (L’Inganno Divino)”, il Dr Keith LaidIer fa nuove affermazioni sulla Sacra Sindone di Torino. Egli sostiene che l’immagine sul lino sia quella della testa imbalsamata di Gesù, sistemata al di sopra di un corpo appartenente ad un uomo crocifisso in Siria dai Turchi mamelucchi nel XIII secolo. La Sacra Sindone di Torino è un panno di lino su cui è impressa l’immagine di un corpo umano che si crede sia quello di Gesù dopo la crocifissione.

video misteroultima modifica: 2009-04-15T10:58:00+02:00da moonfaire
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